logo “I diamanti al Rotary Est T1011IT

Nell'antica Grecia si credeva che i diamanti fossero frammenti di stelle, una leggenda li considerava  lacrime degli Dei, una storia della tradizione sosteneva che in una valle dell'Asia esistesse una grotta inaccessibile, tappezzata di diamanti custoditi da uccelli rapaci e da serpenti. In effetti, scientificamente, per la cristallizzazione del carbonio sotto forma di diamante sono necessarie pressioni elevatissime (300.000 atmosfere), quali si sono realizzate nelle ere geologiche, nei camini kimberlitici dove, poi, si sono rinvenuti i più cospicui giacimenti del pianeta  Mentre i giacimenti di natura secondaria detritica sono dovuti ad alluvioni diamantifere, come in Brasile e in India dove si sono rinvenute le pietre più grosse e più celebri per purezza d'acqua e splendore di fuoco.

Di diamanti, per i soci del Rotary Est, su invito del presidente Massimo Scordino, ha parlato la dott. Margherita Superchi,  consulente del laboratorio della Camera di Commercio di Milano "Cisgem" e socia del Rotary Milano Sud.

Dall'ossidiana al diamante, come ha ricordato la relatrice, i tesori gemmologici della terra, vanno in ordine crescente di valore legato alle dimensioni , al colore e alla purezza della pietra. Il diamante in  natura non è soltanto incolore, ma nelle sue varianti esiste il rosa, il rosso, il verde, il bleu, il giallo dorato, l'arancio, tutti colori naturali minerali allocromatici a causa di elementi in traccia nel cristallino. A volte la gemma è accompagnata da quarzo, topazio,  cianite, tormalino. Sul mercato esistono diamanti sintetici e simili ma non ne riflettono la struttura e l'indice di riflessione. Lo scintillìo dà vita al diamante in caratteristica e dimensione. Esistono altri cristalli naturali che possono essere confusi con il diamante. Gli zirconi hanno una loro dignità. I diamanti grezzi escono dalle miniere o per estrazione  dal camino con tunnel verticale e gallerie orizzontali, o con frana di materiale e raccolta nei giacimenti alluvionali trasportati dai fiumi o lungo la costa con l'uso di draghe e pompe aspiranti. Nel mondo i più importanti giacimenti esistenti sono in  India, Brasile, Africa, Australia, Russia, Siberia, Canada. Fra i ritrovamenti indiani il  Kho-i-noor (tra i gioielli della Corona britannica) , l'Hope blu di Luigi XIV di Francia e tra i diamanti più celebri il Cullinam, la più grossa pietra trovata nel 1905 in  Sud Africa ( 3106 carati). In Zaire, Namibia, Sierra Leone, si trovano i diamanti fantasia, in Australia nord -occidentale i diamanti rosa e rossi con quotazioni altissime.

Con i proventi dei diamanti, però,  nel mondo sono state finanziate le guerre. Dopo il Kimberly Process, la Confederazione mondiale gioiellieri, l'Associazione manifatturieri diamanti, il Consiglio mondiale diamanti, la Confederazione Borse diamanti sono riusciti a stabilire accordi tra produttori e tagliatori con garanzie che il provento non vada per l'acquisto di armi, nella salvaguardia dei diritti umani.

Una volta estratto, il grezzo, passa infatti alle taglierie. Fino all'Ottocento esistevano 106 tagliatori soltanto a Venezia , i quali rispettavano le norme imposte dai dogi  con controllo sui falsi. Vincenzo Peruzzi è l'iniziatore del taglio a brillante con 57 faccette. Di seguito  si verificò la concorrenza a Ferrara, a Mantova  con trasferimento del primato del taglio nei Paesi Bassi ad Anversa, a New York, a Tel Aviv per i tagli grossi, in India e in Cina per i tagli piccoli. Le forme del taglio sono  a brillante, a fiore, a navetta, a topazio, a fantasia: Le quattro C del diamante riguardano il taglio, il colore, la limpidezza a 10 ingrandimenti senza o con lievi inclusioni, il peso corrispondente alla grandezza.

Le proporzioni del taglio ideale sono basate sulla riflessione della luce che nasce dalla simmetria della cintura con il vertice. La scala del colore va dall'incolore D al paglierino Z, dal fantasia lieve allo scuro. La forza della fluorescenza si osserva se la gemma esposta a raggi ultravioletti cambia colore, ma ne penalizza la pietra.


La certificazione riguarda peso, colore, fluorescenza, limpidezza, forma e taglio con dimensioni, altezza, cintura, simmetria:


Alla vendita occorre la tracciabilità della filiera di produzione dall'estrazione:

L'etica del  diamante come ha infine chiarito la dott. Superchi, è responsabilità sociale del settore orafo con attenzione alla giustizia sociale e alla qualità della vita.

Il presidente Scordino a conclusione della serata ha ringraziato le socie Ester Avolio e Angela Majorana per avere gentilmente fornito in mostra gli splendidi gioielli indossati con eleganza  dalle ragazze del Rotaract Est

                                                                      Milly Bracciante