“La vita oltre i 100 anni: la scienza ed il sogno dell'immortalità”
Della vita
oltre i
cento anni e del sogno della scienza
sull'immortalità, ha parlato al Rotary Club di Catania Est,
dopo il saluto del presidente Massimo Scordino, il socio Filippo
Uccellatore che ha anzitutto chiarito come l'uomo nella sua storia, pur
nella prospettiva di una vita ultraterrena promessa dalle religioni,
abbia sempre cercato di procrastinare la morte, fidando in elisir di
lunga vita contro l'invecchiamento e le malattie. Il ricorso a pratiche
e rimedi prodigiosi ,la ricerca della pietra filosofale, sono stati i
primi passi , privi di fondamento scientifico, verso
l'immortalità.
Oggi sappiamo, con le leggi della fisica e della chimica, che la nostra
identità biologica ci condanna all'invecchiamento e al
decesso per irreversibile degrado delle funzioni vitali , ma che la
vita, con le cellule germinali, continua nei nostri figli.
La durata media della vita umana, però, nel corso dei
secoli, è aumentata, dai 40 anni in età
romana, ai 50 all'inizio del 900, dando oggi speranza di vita media
fino ad 80 anni per i maschi ed 83 per le femmine. Ciò
significa, in evoluzione, che tra i neonati di oggi, la metà
supererà i 100 anni in buona salute. Negli anni 90' si
pensava che l'invecchiamento fosse un processo programmato
biologicamente nel DNA. Processo vitale molto complesso cui
confluiscono diversi fattori. Grazie agli sviluppi della biologia
molecolare e delle biotecnologie, negli ultimi 10 anni, si è
compreso nel sequenziamento del genoma umano, che
l'invecchiamento è dovuto all'accumulo graduale di danni non
riparati, sia molecolari, sia cellulari, presieduti dal DNA e connessi
con l'attività metabolica cellulare. Danni, legati alla
degenerazione cellulare e concausa di malattie degenerative e
dell'invecchiamento., che sono dovuti al malfunzionamento dei
"mitocondri" (centrali energetiche delle cellule) per fattori chimici,
fisici, biologici, stile di vita: del "proteosoma" (organulo
citoplasmatico e multiproteico che elimina le proteine non necessarie o
anomale), dei "telomeri" (quando, per età avanzata, le
cellule non sono più in grado di rinnovarsi).
Le vie che permetteranno di rallentare il ritmo genetico
dell'invecchiamento, come ha ancora chiarito il relatore, sono:-la "
restrizione calorica" con diminuzione di apporto di proteine e
carboidrati a favore di frutta, verdura ,pesce.;- il " sequenziamento
del DNA" per creare una medicina predittiva e personalizzata con
risposte individuali ai farmaci;- la "terapia genica" per le malattie
monogeniche e rare; l'impianto di "cellule staminali" in alternativa al
trapianto d'organi, in grado di produrre cellule sane da sostituire in
pazienti affetti da Parkinson, Alzheimer; malattie cardiache, diabete;
- i "farmaci di nuova generazione" personalizzati, esenti da effetti
collaterali nocivi.
Infine il prof. Uccellatore, a conclusione della dotta conversazione,
ha considerato che viviamo e vivremo in un mondo decisamente
scientifico e tecnologico che ci porterà verso traguardi
inimmaginabili. Però, oggi, all'inizio del XXI°
secolo, una grande precarietà incombe sulla nostra vita,
nella enorme divaricazione tra ciò che l'uomo è e
ciò che egli sa fare. Nella società moderna sono
in forte crisi i valori umani, quindi per l'uomo che vivrà
nel nuovo secolo occorre l'imperativo di un'etica per il mondo
globalizzato: " sii responsabile" con l'obiettivo di un'etica critica
ispirata alle esigenze assolute della dignità umana e dei
suoi diritti imprescindibili.