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Rotary, anche il teatro «fa bene» contro la polio |
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Il
Presidente del Club Antonio Tarro, dopo aver rivolto un caloroso saluto al Governatore del Distretto 2110 Sicilia e Malta Concetto Lombardo, al Governatore Incoming Gaetano Lo Cicero, ai Past Governor Antonio Mauri,
Attilio Bruno, Salvo Sarpietro e Ferdinando Testoni Blasco nonchè alle altre numerose autorità rotariane, ha ringraziato gli sponsor che con il loro
concreto apporto hanno consentito
la realizzazione della serata e tutto il pubblico per la generosa partecipazione. Ha quindi preso
la parola Piero Pavone, Presidente della Commissione Rotary Foundation del Club, che ha illustrato i vari progetti umanitari avviati dalla Fondazione
in diversi paesi del mondo; ad accompagnare questo intervento, che ha suscitato particolare emozione tra il pubblico presente in sala, le toccanti
immagini di un breve filmato dedicato all’impegno dei rotariani nella vaccinazione delle popolazioni a rischio polio. Subito dopo è iniziato lo
spettacolo, ispirato alla commedia scritta nel 1888 e riportata sul grande schermo, alla fine degli anni 50, dal film interpretato da Totò e Sophia
Loren. Ambientata nella Napoli di fine '800, la storia nota a tutti, è quella di Felice Sciosciammocca lo squattrinato scrivano, interpretato da un
esilarante Tuccio Musumeci, che vive alla giornata condividendo la casa con il figlio Peppiniello, la compagna Luisella e con l'amico Pasquale,
fotografo ambulante, con la rispettiva moglie Concetta e la figlia Pupella. Una situazione difficile che un giorno viene stravolta dalla proposta
del marchesino Eugenio. Questi vorrebbe sposare Gemma,
ma ha bisogno del consenso dei suoi genitori, restii a tale unione. Il giovane nobile chiede
allora a Felice e a Pasquale di spacciarsi per i suoi aristocratici parenti. Travestimento che darà inizio a una serie di irresistibili equivoci
che porteranno ad un lieto fine. Al termine dello spettacolo, il pubblico divertito ha applaudito calorosamente tutti gli interpreti e in
particolare Tuccio Musumeci che ha ringraziato scambiando alcune simpatiche battute con il Presidente Antonio Tarro.