logo “Le donne di Pirandello: Eros, Trasgressione e Mito" T1011IT

Interclub Rotary Est –Inner Wheel Catania

A Luigi Pirandello, come già si evince dai titoli delle sue opere, dobbiamo la dimensione della modernità, la frantumazione delle personalità ed il relativismo della psicopatologia del quotidiano. La sua narrativa riflette sia la visione della psicanalisi che gli studi della fisica quantistica e della relatività. In sintesi la sua produzione letteraria ha sommato e chiuso la crisi del nostro secolo costituendo il prolungamento del pensiero del Leopardi dello “Zibaldone” : “nessuna verità è più assoluta, ché, tutto è relativo”. Con questa premessa la dott.ssa Graziella Corsinovi docente presso l’Università di Genova per il Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione e studiosa di Pirandello, ha iniziato la sua conversazione sul tema “Le donne di Pirandello : Eros, Trasgressione e Mito” tenuta allo Sheraton Hotel in interclub tra il Rotary di Catania Est, presidente Massino Scordino e l’Inner Wheel di Catania, presidente Eleonora Consoli Rodonò.
Lo scrittore agrigentino, come ha meglio precisato la relatrice, scompone la realtà che si disgrega ed analizza le donne attraverso un percorso irrazionale nella poetica dell’umorismo che è sentimento del contrario, colto con grande pietà, E’ umorismo amaro, tragico, in parallelo con la risata, la “risata pirandelliana” Noi meridionali, come ha commentato la dott.ssa Corsinovi, siamo più razionali, quanto più siamo abbagliati dalla ragione. In Pirandello, la donna è il centro del suo universo creativo, è il fulcro della sua visione del mondo, cui è affidata la palpitante umanità. L’uomo é logos, la donna è bios, motore della vita. Nelle sue opere, le tante donne sono ventaglio di tipologie, dalla pubertà alla maggiore età, dalla balia alla prostituta, alla donna vecchia, illuminata dalla fede. Ma, quella che maggiormente affascina il drammaturgo siciliano è la donna di circa 30 anni, dall’anima devastata, che ha ansia di libertà e vuole trasgredire le regole dell’uomo. La donna emblematica è “l’ignota” di “Così come tu mi vuoi”, con descrizione psicologica che dà il riscatto della verità dell’anima nella realtà del fatto, laddove “il fatto” è un sacco vuoto senza i sentimenti e le idee che vi sono dentro. Pirandello “entra” nell’anima delle donne, rompe le convenzioni del “fatto” e fa emergere una verità profonda che si può solo intuire.
Una verità che va rispettata, guardata con sacralità. La donna sfruttata dal maschilismo incarna la natura ed ha la forza di rompere gli argini delle regole imposte. Tale tipo di donna in “L’Esclusa “ (1901) è anima devastata dalla tempesta della vita che, attraverso l’Eros, trasgredisce. In “L’innesto” (1916) la verità dell’anima trasgredisce. La realtà del sogno, con l’Eros, rompe la realtà della forma e rivela la forza misteriosa dell’universo. “All’uscita” (1917) è capolavoro espressionista dove la risata è l’urlo esistenziale di Munch. Da donna eros a madre, la donna, generatrice di vita, è capace di riempirsi d’amore per svuotarsi come alterità: è sfera, è speranza capace di trasparenza, capace di proporre un nuovo modo di dire la verità I miti rivelano ma non spiegano nulla , la donna rivela la verità dell’oltre. L’attrice si dona, crea, si trasforma. Essere è darsi, creare l’oltre con l’arte e la poesia, l’unica eternità in cui crede Luigi Pirandello. Il mistero della creazione artistica è il mistero della vita. Nasce nella fantasia dell’artista, come nel grembo della madre, il figlio.

Milly Bracciante