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Celebriamo i 150 anni dell'Unità d'Italia |
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Erano presenti l'assistente del governatore distrettuale del Rotary,
Francesco Milazzo, la responsabile del Progetto Libero scambio e dirigente del Comune di Catania, Francesca Vinci; la presidente dell'Inner
Wheel Eleonora Consoli Rodonò, la prof. Gabriella Alfieri della Facoltà di Lettere e Filosofia della nostra Università. Dopo il saluto e il
discorso introduttivo del Presidente Antonio Tarro, la prof. Maraschio, Ordinario di Storia della Lingua italiana presso l'Università di Firenze,
componente del Collegio
della Scuola di dottorato in Linguistica, ha ricordato come, dopo l'Unità d'Italia, l'esigenza di una lingua comune
fosse diventata centrale (il tasso di analfabetismo era del 75%), nella speranza, nel 1861, che l'unità potesse significare cambiamento. Ostacoli all'unità linguistica, secondo il glottologo lombardo G.I Ascoli, erano le diversità culturali e l'eccessivo uso
della forma. Il fiorentino, come ha specificato la relatrice, è la lingua che tra il Cinque-Seicento ha portato l'italiano in Europa, codificando
e stabilendo un nesso con i linguaggi della produzione medioevale e rinascimentale, e facendo proprie le tradizioni linguistiche presenti nel
territorio, a partire dalla Scuola Poetica Siciliana di Federico II, destinata a scomparire. L'attività dei mercanti fiorentini, desiderosi di
leggere poesia, quella siciliana in particolare, ha avuto la funzione, unitamente ai codici Laurenziano, Mediano, Palatino,di operare una
alfabetizzazione diffusa, nel gusto attento per la poesia siciliana. Essere bilingui, con l'uso del dialetto accanto all'italiano, è considerato,
dall'Ascoli,di grande vantaggio, e le vicende del nostro Novecento gli hanno dato ragione.Dal 1961 è avvenuta una rivoluzione e i dialettofoni
sono del 10%. L'Accademia della Crusca che deriva il suo nome dall'azione della ripulitura della lingua con le animate riunioni chiamate
scherzosamente "cruscate" per ottenere il "fior fior della farina", ha accolto studiosi, grammatici, filologi, scrittori della più alta selezione,
ha creato nel 1612 il Vocabolario della lingua italiana, e sostiene oggi la formazione dei ricercatori della linguistica e della filologia,
per la conoscenza storica e l'evoluzione della lingua italiana. E' seguito un dibattito al quale sono intervenuti la prof. Gabriella Alfieri,
la dott.sa Ina Trischitta Tarro,la prof. Mirella Spoto Puleo, la prof. Melita Lupo. (MILLY BRACCIANTE)